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Pasqua

Milo a Pasqua, vestita da festa, mi accoglie con immagini e esperienze che non incontrerò a nessun’ altro periodo dell’ anno. I papaveri, le margherite e gli altri fiori di campo creano un tappeto multicolore coprendo colline e campi dando colore ai miei passi mentre il mare fresco mi chiama per un tuffo coraggioso nell’ acqua.

Verrò a contatto con le usanze e le tradizioni pasquali che rivivono da secoli nelle chiese tipiche dell’ isola, illuminate e decorate per la Settimana Santa.

Giovedì Santo dopo la fine della messa e fino a tardi posso decorare con la gentile gente dell’ isola l’ epitafio (paramento riproducente Cristo deposto) della parrocchia locale con fiori freschi portati dai credenti, dal proprio giardino.

Il Venerdì Santo, prima della messa, posso adorare gli epitafi degli altri paesi e riscoprire qual è il più bello. In seguito posso seguire la processione della mia scelta guardando i bei paesi sotto la luce delle candelle e l’ atmosfera di sentita commozione religiosa.

La notte del Sabato Santo sarà molto intensa la celebrazione della resurrezione di Gesù con fuochi d’ artificio e in alcuni paesi con dinamite, somigliante a tuoni. Dopo la messa c’è un’ ottima occasione per assaggiare la tradizionale maghiritsa.

La Domenica di Pasqua mi trovo in una usanza unica della polvere nera. I parrocchiani della chiesa di Aghios Spiridonas a Triovassalos e di Aghios Georgios a Pera Triovassalos hanno preparato durante tutto l’ anno, specialmente per questo giorno, dinamiti fatte in casa per farsi esplodere in aria. Le due chiese sono a due colline di fronte l’ una all’ altra, separate da un campo. Dopo la ceremonia di bruciare il fantoccio di Giuda, appeso fin dalla matina, e dopo tre scampanate, le due “squadre” cominciano a gettare via le dinamiti dai tetti delle case vicine, in aria sopra il campo. Alla fine, la parte che crede di aver gettato le dinamiti più forti e numerose gridano “alima”. Questa usanza ha sopravissuto durante il passare dei secoli, passando dalla Turcocrazia, alla dominazione dei tedeschi e la dittatura, è da non perdere!

Ancora una usanza molto tipica che rivive fino ai nostri giorni, è l’ Altalena. Fatta da giovani che mettono pali nella piazza del paese, mentre le ragazze la decorano con fiori. L’ altalena era usata per la prima volta il giorno di Pasqua e poi si usava in tutte le feste fino al giorno dell’ Ascensione. L’ altalena simbolizza il rinascimento della natura. Gli anni passati, quando i costumi erano piu severi e rigidi, i ragazzi e le ragazze la usavano come una scusa di incontri romantici.

Un’ altro giorno di festa locale è “Triti to skolò” (Martedì delle feste). In questo giorno tutti i parrocchiani insieme ai sacerdoti cantano inni per i defunti, le campane suonano a festa e le icone delle chiese fanno il giro dei paesi, dando l’ opportunità a tutti i abitanti di far venire in mente e onorare gli antenati e i loro cari defunti.